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L'eredità di Ildegarda di Bingen

02/05/2015 : 21:12

Cosa può serbare per noi, uomini e donne del XXI secolo, una mistica del XII secolo? Molte più cose di quanto possiamo immaginare se pensiamo ad una Ildegarda di Bingen. Lo straordinario fervore che si sta sviluppando oggi attorno alla sua figura ci fa meditare su alcuni aspetti emergenti della nostra società che potrebbero evocare una specie di nuovo medioevo. Con questo non voglio accennare alle caratteristiche di quel periodo storico, ma al valore linguistico della parola stessa: medio – evo ovvero “epoca storica di passaggio tra l'età antica e quella moderna”. Ci ritroviamo, in effetti, in una epoca di passaggio, di transizione tra qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo. Solo che dobbiamo sapere cosa va salvato del vecchio per nutrire il nuovo, alla stregua di un humus fecondo.

Ildegarda di Bingen, mistica, musicista, medico, profetessa, teologa, ci ha lasciato una eredità ricca di conoscenza e di spiritualità, ma più di tutto è l’ampiezza della sua visione dell’Uomo ad esserci utile oggi. Questa visione è sorretta dal basso continuo della Viriditas, concetto al quale ci siamo ispirati come linea-guida della nostra Associazione. Ildegarda associa quel vocabolo all’Energia, alla forza vitale immessa in tutta la creazione dal soffio divino. Tale forza si esprime non solo nel verde della vegetazione, all’esplosione primaverile dell’energia vitale, ma è riconoscibile a tutti i livelli, fisici e spirituali del creato, comunque si manifesti. È presente quindi nell'anima dell'uomo, poiché è il principio della vita e del movimento. Se la malattia è assenza di Viriditas, la salute ne rappresenta la piena fioritura ed espansione.

Un altro pilastro della sua filosofia di vita, che oggi denominiamo “olistica”, è quello della responsabilità che abbiamo verso la Natura e verso la nostra natura: l’uomo che prende la responsabilità della sua guarigione e della sua armonia interiore partecipa all’ordine del mondo. Quindi non siamo in balia delle tempeste del nostro secolo. Una via d’uscita ci è indicata, quella di cooperare al Tutto con il nostro benessere e armonia. Infatti la parola latina salus significa sia salute che salvezza. La nostra salute trova alleati in Natura, con l’energia delle piante e dei cibi, ma anche con un corretto stile di vita dove rispettiamo i nostri ritmi biologici, mentali ed emotivi e dove coltiviamo la nostra vita interiore e aspirazioni più elevate. L’alleanza con la Natura non ci esime dalla responsabilità di custodirla e di proteggerla. Ecologista ante-litteram, Ildegarda ci mette in guardia contro il pericolo dello sfruttamento egoistico dell’abbondanza della Natura, invitandoci piuttosto a sentircene parte integrante.

In anticipo sugli psiconeuroendocrinoimmunologi (che parolone inventiamo!), Ildegarda già parlava di unità corpo, psiche e mente e di guarigione come l’esplicazione di questo dialogo e unità tra tutti i livelli del nostro essere. Cosa di cui la nostra medicina allopatica si è dimenticata, creando un industria proficua sui nostri malanni e malesseri.

La visione di Ildegarda, che oggi chiameremmo “sistemica”, è quella che dobbiamo coltivare e espandere pensando anche alle future generazioni. Ciò che seminiamo oggi crea il domani. Le soluzioni esistono e sono state rivelate e dimostrate da alcuni esseri saggi e ispirati. Sono in realtà soluzioni universali, comuni ai popoli sciamanici e ad alcune civiltà del passato, e valgono per tutte le epoche.

 

 

 Marie Noelle Urech

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13/05/2015 - 08:11

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