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La dimensione olografica dei sogni

11/10/2016 : 14:22

LA DIMENSIONE OLOGRAFICA DEI SOGNI

Fa parte della natura illusoria della nostra mente credere che il mondo esterno è reale. Allo stesso modo,  lo spazio che avvertiamo fra noi stessi e gli altri rafforza la nostra convinzione di essere menti separate in corpi isolati. Tale senso di separatezza si verifica anche nel nostro modo di dividere il tempo in segmenti: presente, passato, futuro. Secondo la tradizione spirituale Vedanta, il nostro mondo è in realtà strutturato da una rete di connessioni invisibili in cui tutte le parti, perfino le nostre menti, sono unite. Sulla base delle ricerche sulla non-località e sull’ologramma,  il fisico inglese David Bohm delineò una ipotesi di struttura olografica dell'universo che chiamò “olouniverso”.  Nell’olouniverso,  esiste un’unità oltre il mondo fenomenico, che lui ha definito ordine implicato. L’ordine implicato è nascosto e quindi “invisibile” ai nostri sensi fisici. Esso sarebbe la matrice della realtà fenomenica che percepiamo attraverso i nostri sensi e strumenti, ovvero tramite l’ordine esplicato.  Insieme al neuroscienziato Karl Pribram,  ideano una teoria che potrebbe spiegare le esperienze trascendentali, gli eventi paranormali e le anomalie della percezione.  Secondo questa teoria i nostri cervelli costruiscono matematicamente la realtà "concreta", interpretando frequenze da un'altra dimensione nascosta che trascende lo spazio/tempo. Da questo modello possiamo capire che non esiste una separazione tra la dimensione materiale e quella invisibile che l’ha generata.  Questa idea di continuum spiega molti fenomeni della coscienza come i sogni, le NDE, le O.B.E , le sincronicità, la precognizione, la psicocinesi, le guarigioni miracolose,  l'esperienza estatica di unione con l'universo. Inoltre, alcune esperienze oniriche presentano similitudini impressionanti con le NDE (Near Death Experience) ovvero con le esperienze di pre-morte, anche se per amore di precisione, dovremmo dire di “morte provvisoria” .  Individui dichiarati clinicamente morti, hanno riferito di avere lasciato il corpo fisico e di avere effettuato un viaggio nell’aldilà, dove hanno incontrato una Luce, una fonte di amore incondizionato, altri defunti o Maestri spirituali.  Molti sognatori anche raccontano di avere avuto la percezione di sdoppiarsi, di fluttuare e di effettuare un viaggio in altre dimensioni dove incontrano defunti o esseri spirituali.  Altri  fanno esperienze trascendenti che cambieranno poi la loro vita.  Nel 1980, lo psicologo Kenneth Ring (University of Connecticut) fu il primo ad affermare che le NDE potevano essere esperienze olografiche, in quanto la coscienza si sposta da un livello dell’ologramma della realtà (ordine esplicato) ad un altro (ordine implicato). Nel 1986, lo psichiatra Stanislas Grof (Maryland Psychiatric Research Center) pubblicò un libro nel quale concludeva che i modelli neurofisiologici esistenti del cervello sono inadeguati a spiegare alcuni fenomeni e che solo il modello olografico è in grado di spiegare esperienze archetipiche, incontri con l’inconscio collettivo e altri insoliti fenomeni esperibili in stati alterati di coscienza. Nel 1967, all’incontro annuale dell’Association for the study of dreams il fisico Alan Wolf asserì che il modello olografico spiegava i sogni lucidi come delle visite a dimensioni paralleli e che questo modello permetteva di sviluppare una fisica della coscienza e di esplorarne le sue dimensioni. La fisiologia dei sogni ricorda molto il processo della morte: il corpo si irrigidisce, le funzioni autonome rallentano, mentre la coscienza si stacca dall’involucro fisico e comincia un suo viaggio nell’universo olografico. Nello stato olografico, la coscienza può fare talvolta esperienze trascendenti e persino incontrare spiriti disincarnati dei loro cari. Questa esperienza onirica è rivoluzionaria in quanto ci permette di accettare la morte non più come la fine della vita ma la vita come un continuum che si esprime nell’ordine implicato. L’esperienza onirica potrebbe a questo punto rivelarsi come l’esperienza del morire ogni notte nell’ordine esplicato per rivelarsi su un’altra dimensione dell’Essere.  Ho dedicato anni di ricerca a questo ambito, ottenendo risultati che superavano ogni aspettativa riguardo all’incubazione di sogni e all’induzione del viaggio nel universo olografico. Come per le NDE, queste esperienze indotte hanno cambiato la vita di queste persone, la loro visione della vita e della morte e, soprattutto, ha aperto la loro coscienza a una dimensione infinita e trascendente di cui si sentono parte integrante. (Sogni,  portale verso l’eternità, ed. Ludica).

Ultimo aggiornamento: 11/10/2016 - 14:29

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