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Caos o caso? Metafisica di un'anagramma

16/11/2016 : 15:02

Caos o Caso?  Metafisica di un’anagramma

Gli anagrammi mi hanno sempre affascinata.  Utilizzare infinite combinazioni delle stesse lettere per formare parole sensate è secondo me una forma d'arte, ma anche qualcosa di più. Prendiamo il nostro esempio:  caso e caos. Abbiamo due parole con un valore semantico diverso ma che provengono dalla stessa matrice alfabetica. Divagando un po' - avrete capito che è uno dei miei passatempi favoriti -  mi piace vedere tra queste due parole un collegamento di ordine metafisico.

Un giorno lessi una frase sconvolgente: "il Caso è la modalità che Dio usa per rimanere anonimo"  (scritta da... un anonimo, ovviamente! ).  Caso e Caos sono sempre stati al centro di dibattiti e teorie   matematiche e fisiche  (frattali – entropia - complessità) e filosofici (determinismo e libero arbitrio).

  Ma esaminiamo i fatti di una vita ordinaria: quante volte i nostri programmi di lavoro o d'impiego del tempo libero sono andati in fumo oppure sono felicemente riusciti, non per merito o demerito della nostra mente che li aveva progettati,  ma per l'intervento di un folletto imprevedibile e bizzarro nelle sue improvvise e inattese manifestazioni: il Caso!  Esso può assumere la forma di un blocco di scioperanti sull'autostrada,  non segnalato per tempo, che vi impedisce di arrivare a un appuntamento di vitale importanza;  oppure di un incontro inatteso che si trasformerà poi in un rapporto decisivo; o di un risveglio in ritardo che non vi farà prendere quel treno che poi, si viene a sapere, è deragliato; oppure della scoperta di un biglietto vincente della lotteria in un libro in un bookcrossing.

   La conseguenza del primo impatto con il Caso è proprio il Caos: la sorpresa davanti all'imprevedibile che scompiglia per un attimo l'ordine prestabilito e che ci costringe a ricomporre gli elementi coinvolti in un nuovo ordine.  Dal Caos, vuoto pieno di potenzialità, nascerà una forma: dal Caos della malattia, emergerà maggior apprezzamento verso la vita; dal Caos di una perdita verrà fuori maggior autonomia; dal Caos di un licenziamento, un lavoro più consono alle proprie aspirazioni.

   Il Caso è quel fattore imprevedibile che genera il Caos che, a sua volta, contro ogni logica e calcolo, ha la finalità di guidarci verso un nuova forma di vita. Dal Caos nasce la Vita, esattamente come avviene nell'anagramma! Il Caso è il fattore “esterno” che ripropone un nuovo ordine o cosmo. È lo “zampino” del divino che irrompe anonimamente nella nostra Vita. Quando siamo in grado di ricollegare lo  zampino al suo proprietario, allora possiamo parlare di Destino, ciò che gli Arabi chiamano  Mektub: “era scritto”. Può essere il Caso determinato? Il terremoto che ha devastato le Marche non era previsto, ma esisteva già potenzialmente, latente nel buio del cielo, finché "qualcosa" non ha ruotato nel verso giusto. Fino a che punto un incontro casuale tra un uomo e una donna produrrà una relazione importante e duratura? Lì interviene il libero arbitrio di ognuna delle parti. Ma anche questo, dicono i Saggi, era previsto...

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17/11/2016 - 16:47

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