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Le nostre vite parallele

Nel mio lavoro con i sogni, rimasi affascinata dalla teoria degli universi paralleli sviluppata dal fisico quantistico Rupert Everett III, di cui ho scritto nei miei due libri sui sogni. Il fisico teorizza che la   misurazione di una proprietà di uno stato quantistico abbia come conseguenza la divisione della storia dell'universo in molti mondi distinti, ciascuno dei quali caratterizzato da diversi risultati della misura. Un   modello affascinante per spiegare i sogni. Tuttavia, mi resi presto conto che questa teoria aveva a che fare con tutta la nostra vita, non soltanto con i sogni. In particolare, questo modello era determinante in formazione. Il lavoro costante dei dodici incontri della Formazione per diventare Facilitatore Ccms si basa proprio sul fatto che viviamo all’interno di infiniti mondi paralleli di noi stessi, determinate dalle nostre scelte, perlopiù inconsce, e quindi “subite”. Diventare consapevoli del nostro potenziale significa che possiamo focalizzarci su altre realtà paralleli, più funzionali, più creative e piene di amore. Molte persone approdano al corso con delle identificazioni ai loro problemi o ad un’immagine di sé illusoria. Spesso si sentono vittime di qualcosa, di un evento, della vita, di un’ingiustizia, o addirittura di una persona, che sia un genitore, un compagno, un capo, insomma di un “nemico” in qualsiasi forma. Queste identificazioni portano alla sofferenza e alla limitazione. Ogni essere umano è in realtà molto di più: un universo che comprende tutte le potenzialità possibili, con altre storie da scrivere a seconda di dove egli sposta la sua coscienza. Invece  quando siamo identificati, non siamo coscienti delle infinite variabili della nostra vita.  Il metodo Ccms agevola il processo di dis-indentificazione, spostando il focus su altri universi possibili in cui la persona può realizzare una vita con più gioia e libertà, perché consapevole di potere fare delle scelte consce. Immaginate la vita che vorreste vivere in prima persona anziché rimanere intrappolati nel solito copione. Questo è il primo passo: vedere, accorgersi. Il secondo è: scegliere.

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