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Di che umore sei?

Molta enfasi è data oggi all’alimentazione come cura e siamo sollecitati da migliaia di proposte di diete di tutti i tipi, spesso in contraddizione tra di loro. Ma siamo sicuri che queste indicazioni rispettino i nostri bisogni reali? Che rispondano alla nostra tipologia e costituzione?

Degna figlia di Ippocrate, Ildegarda  riteneva il cibo una cura per mantenere o per ripristinare l’ordine nel corpo e nell’anima. Questo approccio medico è spesso trascurato dalla medicina ufficiale contemporanea. Ad esempio, i pochi oncologi che danno indicazioni alimentari per curare il tumore sono  mosche bianche nell’ambito della medicina. E persiste l’errore di applicare dei protocolli identici a persone molto diverse.

Nell’antichità e nel medioevo, il cibo era uno degli strumenti strategici della cura.  Ildegarda, fedele alla visione della teoria umorale di Ippocrate adattava la dieta alla tipologia costituzionale umorale del suo paziente. Ogni essere umano è un tutto, diverso dall’altro per cultura, biografia, stato di consapevolezza e livello di energia vitale. L’energia vitale e lo stato psichico dipendono dall’equilibrio dei 4 umori o fluidi di base nel corpo: la bile nera, la bile gialla, il sangue (rosso), la flemma (bianco). Ognuno di questi umori è collegato a un elemento ed  a un organo: la bile nera alla Terra, con sede nella milza; la bile gialla al Fuoco, con sede nel fegato; la flemma all’Acqua, con sede nel cervello; il sangue all’Aria, con sede nel cuore. La prevalenza di un umore sugli altri, permise ad Ippocrate di elaborare una tipologia delle personalità con un carattere, un temperamento e una complessione fisica: il malinconico, il collerico, il flemmatico, il sanguigno.  La medicina antica tiene conto anche della fluttuazione di questi umori  che possono aumentare o diminuire a seconda dei momenti della giornata, delle stagioni e delle età della vita.  Il sangue prevale in primavera, la bile gialla in estate, la flemma in autunno e la bile nera in inverno. Gli stati emotivi sono riconducibili a un eccesso o mancanza di umore. Mentre la medicina occidentale ha tralasciato la tipologia umorale, la ritroviamo sempre salda nella MTC, nella medicina Unani Tibb, e ritroviamo similitudine con i dosha dell’ayurveda e le costituzioni dell’osteopatia. L’omeopatia ha distinto quattro costituzioni (carbonica, sulfurica, fosforica, fluorica) con caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche per identificarne il terreno costituzionale” su cui la malattia ha la possibilità di insediarsi. Il modello umorale è stata ripreso da Rudolf Steiner per il suo sistema pedagogico Waldorf. 

Per Ildegarda lo stato di salute dipende quindi dall’equilibrio tra tutti questi elementi (eucrasia), mentre l’eccesso o la mancanza dell’uno o dell’altro causa la malattia (discrasia). «Un disturbo degli umori provoca una tempesta o una burrasca nello stomaco, negli intestini, nel cervello o addirittura una inondazione, un torrente, un fumo, un incendio, una ebollizione o un inaridimento» (causae et curae).
Questo antico sapere perenne ci permette di reclamare una medicina personalizzata che richiede al medico competenze di semeiotica, di osservazione e capacità di visione d’insieme. Ma soprattutto diventa un formidabile strumento di prevenzione, un concetto al cuore della medicina olistica che vigila a mantenere gli individui sani prima ancora di curarli.

Per approfondimento sulla teoria umorale di Idlegarda: la danza dei IV elementi : https://www.youtube.com/watch?v=VIVfRt5g8HU&t=104s

 

 

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